Hashtag Instagram e TikTok: quanti usarne e come sceglierli
Instagram e TikTok ora accettano al massimo 5 hashtag per post. A cosa servono ancora per un'azienda, quanti usarne su ogni social e come sceglierli.
Di Hugo Marceau, caporedattore
Aggiornato il · 6 min di lettura
In breve: nel 2026 un hashtag non ti regala più visibilità, serve a dire alla piattaforma di che cosa parla il tuo contenuto. Instagram e TikTok accettano ormai al massimo 5 hashtag per post e LinkedIn sta smantellando il feed degli hashtag: tre o cinque parole chiave precise bastano e avanzano.
Per anni la regola non scritta era semplice: più hashtag accumulavi, più possibilità avevi di essere visto. Le piattaforme hanno chiuso la questione. Nel corso del 2025 Instagram, TikTok e LinkedIn hanno ridimensionato il ruolo degli hashtag a favore degli algoritmi di raccomandazione e della ricerca interna. Ecco che cosa cambia per un’azienda, social per social.
Cos’è un hashtag, e a cosa serve oggi?
Un hashtag è una parola chiave preceduta dal simbolo # (il cancelletto) e scritta senza spazi: #CaffèArtigianale, #MarketingB2B. Diffuso su Twitter alla fine degli anni 2000, permetteva di seguire una conversazione o ritrovare tutti i post su un tema.
Il suo ruolo è cambiato. Le piattaforme analizzano da sole immagine, audio, didascalia e testo in sovrimpressione per capire di che cosa tratta un post. L’hashtag è un segnale tra tanti, con tre usi che contano ancora:
- classificare: aiutare l’algoritmo ad abbinare il contenuto alle persone interessate a quel tema;
- farsi trovare: comparire quando qualcuno digita una parola chiave nella barra di ricerca del social;
- raccogliere: riunire i post di una campagna, di un evento o dei tuoi clienti sotto un hashtag di marca.
Quello che non fa più è piazzare un post davanti a migliaia di sconosciuti solo perché contiene #love o #instagood.
Quanti hashtag usare su Instagram nel 2026?
Cinque al massimo. Il 18 dicembre 2025 Instagram ha annunciato un limite di cinque hashtag per didascalia su post e Reel, distribuito in modo graduale, come riportato da Social Media Today. Prima di allora l’app aveva testato dei tetti per circa un anno, con molti utenti limitati a tre. Il vecchio massimo era 30.
La motivazione dichiarata da Instagram: pochi hashtag mirati, al posto di tanti generici, migliorano sia i risultati sia l’esperienza degli utenti. Adam Mosseri, che guida Instagram, aveva già detto a febbraio 2025 che gli hashtag non servono ad aumentare la copertura, per poi aggiungere a maggio che restano un buon modo per far capire di che cosa parla un post.
Per un profilo aziendale significa:
- da tre a cinque hashtag, nella didascalia;
- almeno un hashtag di nicchia che descriva il contenuto con precisione;
- un hashtag locale se i tuoi clienti sono in zona (#TorinoFood, #ImpreseBergamo);
- il tuo hashtag di marca, se ne hai uno.
Su Threads, l’app testuale di Instagram, la regola è ancora più stretta: un solo tag di argomento per post. Per i video, didascalia e testo a schermo contano spesso più di qualsiasi hashtag, come spieghiamo nella guida ai Reel Instagram per aziende.
Quanti hashtag usare su TikTok?
Anche qui cinque. Dall’estate 2025 TikTok mostra il messaggio «Maximum 5 hashtags» quando provi ad aggiungerne di più a un video, come ha riportato MediaPost ad agosto 2025. TikTok non ha pubblicato né un annuncio né una spiegazione.
Su TikTok gli hashtag pesano ancora per la ricerca: molti utenti digitano parole chiave nella barra dell’app come farebbero su Google. Ma sono le visualizzazioni complete, le condivisioni e i commenti a decidere quanto viene distribuito un video.
Per un’azienda, una buona combinazione sta in quattro o cinque tag: l’argomento preciso del video, la categoria della tua attività, un tag locale se serve e un hashtag di tendenza solo se c’entra davvero con il contenuto. Il nostro articolo su TikTok per aziende mostra come costruire una linea editoriale che regga nel tempo.
Gli hashtag servono ancora su LinkedIn?
Molto poco. In un messaggio video ripreso da Digital Information World a luglio 2025, il responsabile di prodotto di LinkedIn, Rishi Jobanputra, ha spiegato che l’azienda stava eliminando il feed degli hashtag perché le persone non lo usavano. Il suo consiglio: gli hashtag aiutano ancora a cercare argomenti, quindi meglio pochi e pertinenti che tanti.
In pratica su LinkedIn bastano uno o due hashtag, tre al massimo. Possono aiutare chi cerca un tema specifico, ma non distribuiscono più il post a un pubblico. Su questo social fanno la differenza un buon gancio nelle prime due righe, un contenuto utile, risposte veloci ai commenti e una fascia oraria sensata, come mostra la nostra analisi sugli orari migliori per pubblicare su LinkedIn.
Quanti hashtag per social: il riepilogo
| Piattaforma | Massimo tecnico | Consigliato | Ruolo principale |
|---|---|---|---|
| 5 (da dicembre 2025) | Da 3 a 5 | Descrivere il tema, ricerca | |
| TikTok | 5 (dall’estate 2025) | Da 3 a 5 | Ricerca interna all’app |
| Nessun limite annunciato | Da 1 a 3 | Ricerca occasionale | |
| Threads | 1 tag di argomento | 1 | Collegare il post a un tema |
| YouTube | 60 (oltre, vengono ignorati tutti) | Da 2 a 3 | Mostrati sopra il titolo |
YouTube è l’unico con una regola pubblicata: la sua guida spiega che, se un video ha più di 60 hashtag, YouTube li ignora tutti, e che fino a tre hashtag presi dalla descrizione compaiono accanto al titolo. Tre tag ben scelti sono quindi l’obiettivo pratico.
Come scegliere gli hashtag giusti?
Con cinque posti al massimo, ogni hashtag deve guadagnarsi il suo. Un metodo in quattro passaggi:
- Parti dall’argomento preciso del post, non dal tuo settore in generale. Un video sulla posa di un parquet a spina di pesce merita #ParquetSpinaDiPesce più di #FaiDaTe.
- Controlla che cosa contiene davvero l’hashtag. Toccalo o cercalo. Se i post che compaiono non c’entrano nulla con il tuo, o sembrano spam, passa oltre.
- Evita i giganti e i fantasmi. Un hashtag con centinaia di milioni di post seppellisce il tuo in pochi secondi. Un hashtag che nessuno usa non verrà mai cercato. Punta su un termine che il tuo cliente potrebbe digitare davvero.
- Metti la maiuscola a ogni parola (#MarketingDigitale invece di #marketingdigitale). È più leggibile per tutti, e i lettori di schermo usati dalle persone con disabilità visive pronunciano così le parole separate.
Una nota per l’italiano: gli accenti negli hashtag funzionano, ma molte persone li digitano senza. Per un termine come #caffè vale la pena guardare quale delle due versioni raccoglie i post del tuo pubblico.
L’hashtag di marca è un caso a parte. Da solo non attira nessuno, ma ti permette di raccogliere i post dei clienti, organizzare un concorso o seguire un evento. Tienilo corto e unico (verifica che non sia già usato) e mostralo dove i clienti lo vedono: in negozio, sulla confezione, sul sito.
Queste scelte rientrano in una strategia social media più ampia: se i tuoi post non interessano al tuo pubblico, nessun hashtag li salverà.
Quali strumenti aiutano a trovare gli hashtag?
I migliori sono gratuiti e integrati nelle piattaforme:
- La barra di ricerca di ogni social: digita una parola chiave su Instagram, TikTok o LinkedIn e guarda i suggerimenti e i post che compaiono.
- TikTok Creative Center: la sezione Trends elenca gratis gli hashtag in crescita, filtrabili per Paese e settore, Italia compresa.
- Google Trends: utile per confrontare due termini e individuare la stagionalità.
- I tuoi dati: confronta per qualche settimana la copertura di post simili con e senza un certo hashtag.
I generatori di hashtag integrati negli strumenti di pianificazione fanno risparmiare tempo, ma propongono spesso termini troppo ampi. La scelta finale lasciala a una persona. Uno strumento di gestione dei social diventa utile quando pubblichi su più profili, perché centralizza programmazione, statistiche e monitoraggio dei tuoi hashtag di marca.
Quali errori evitare con gli hashtag?
- Incollare lo stesso blocco di hashtag sotto ogni post: la piattaforma fatica a capire di che cosa parla ciascuno.
- Cavalcare un hashtag di tendenza che non c’entra per attirare l’attenzione: il modo più sicuro per raccogliere persone che non compreranno mai da te.
- Nascondere gli hashtag nel primo commento: con un tetto di cinque, il trucco non porta più nulla, e Instagram si aspetta di trovarli nella didascalia.
- Trascurare il testo intorno. Le piattaforme leggono l’intera didascalia. Una descrizione chiara con le parole chiave giuste spesso rende più di un hashtag, un punto che approfondiamo nell’articolo su social media e SEO.
Nella pubblicità c’è un uso dell’hashtag che resta obbligatorio: se un post è frutto di una collaborazione commerciale, le linee guida AGCOM sugli influencer e la Digital Chart dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria chiedono di renderlo riconoscibile, per esempio con diciture come #pubblicità o #adv ben visibili. Vale anche per le aziende che lavorano con creator.
L’hashtag non è morto. È stato semplicemente riportato a ciò che avrebbe sempre dovuto essere: uno strumento di descrizione tra gli altri, da usare con precisione e parsimonia.
Domande frequenti
Quanti hashtag usare su Instagram?
Cinque al massimo. Da dicembre 2025 Instagram limita a cinque gli hashtag nella didascalia di post e Reel. Tre o cinque hashtag specifici funzionano meglio di cinque generici. Il responsabile di Instagram, Adam Mosseri, ha ripetuto più volte che gli hashtag aiutano a descrivere il contenuto ma non aumentano la copertura: trattali come etichette, non come leva di crescita.
Quanti hashtag si possono mettere su TikTok?
Cinque. Dall'estate 2025 TikTok mostra il messaggio «Maximum 5 hashtags» quando provi ad aggiungerne di più a un video, senza aver pubblicato una spiegazione ufficiale. Gli hashtag aiutano ancora chi cerca dentro l'app, ma sono tempo di visione, condivisioni e commenti a decidere fin dove arriva un video, quindi scegli etichette che lo descrivano con precisione.
Gli hashtag funzionano ancora su LinkedIn?
Poco. LinkedIn sta eliminando il feed degli hashtag, che secondo il suo responsabile di prodotto, a luglio 2025, era poco usato. Uno o due hashtag pertinenti possono aiutare chi cerca un argomento, ma non spingono più il post verso chi segue quell'hashtag. Su LinkedIn contano molto di più una buona frase d'apertura e risposte rapide ai commenti.
Come si scrive il cancelletto sulla tastiera italiana?
Su una tastiera italiana con Windows tieni premuto AltGr (il tasto Alt a destra della barra spaziatrice) e premi il tasto della à. Su Mac con layout italiano usa Opzione più à. Su smartphone il simbolo # si trova nella pagina dei simboli della tastiera, raggiungibile con il tasto 123 o ?123. Scrivi l'hashtag senza spazi.
Fonti
- Social Media Today, Instagram Implements New Limits on Hashtag Use (18 dicembre 2025)
- MediaPost, TikTok Limits Hashtags As Algorithms Become More Sophisticated (21 agosto 2025)
- Digital Information World, LinkedIn Plans to Remove Hashtag Feed (19 luglio 2025)
- Guida di YouTube, Utilizzare gli hashtag per i contenuti di YouTube (consultata a novembre 2026)