La formula del break-even
Il calcolo si fa in tre passaggi, sempre su importi IVA esclusa:
- Margine di contribuzione = fatturato − costi variabili.
- Margine di contribuzione percentuale = margine di contribuzione ÷ fatturato.
- Fatturato di pareggio = costi fissi ÷ margine di contribuzione percentuale.
In quantità la formula equivalente è: costi fissi ÷ (prezzo − costo variabile unitario). La data di pareggio trasforma l'importo in un giorno dell'anno: fatturato di pareggio ÷ fatturato annuo × 365. Il calcolatore presuppone 365 giorni e vendite distribuite in modo uniforme. Un'attività stagionale, come uno stabilimento balneare o un negozio che vive di saldi e Natale, raggiunge il pareggio prima o dopo: in quel caso somma le vendite mese per mese e cerca il mese in cui il totale progressivo supera il fatturato di pareggio.
Un esempio completo
Una piccola agenzia prevede 80.000 € di fatturato. I costi variabili (collaboratori esterni, licenze pagate a progetto) valgono 10.000 €, i costi fissi (affitto, software, assicurazioni, commercialista, compenso del titolare) 20.000 €.
| Passaggio | Calcolo | Risultato |
|---|---|---|
| Margine di contribuzione | 80.000 − 10.000 | 70.000 € |
| Margine di contribuzione % | 70.000 ÷ 80.000 | 87,5% |
| Fatturato di pareggio | 20.000 ÷ 0,875 | 22.857 € |
| Data di pareggio | 22.857 ÷ 80.000 × 365 | 104,3 giorni, quindi il giorno 105 (metà aprile) |
| Margine di sicurezza | 80.000 − 22.857 | 57.143 €, cioè il 71% del fatturato |
L'ultima riga significa che il fatturato potrebbe calare del 71% prima che l'agenzia vada in perdita. Un negozio in cui la merce vale il 60% delle vendite avrebbe, a parità di costi fissi, un punto di pareggio molto più vicino al proprio fatturato.
A cosa serve l'analisi del punto di pareggio
Prima di partire, il break-even ti dice se il fatturato del business plan è realistico: se devi vendere più di quanto il mercato può assorbire, il progetto va rivisto (prezzi, costi, sede). Ad attività avviata, aiuta a valutare un nuovo costo fisso. Un'assunzione che costa all'impresa 40.000 € l'anno, cioè retribuzione lorda più contributi a carico del datore di lavoro e TFR, con un margine di contribuzione del 40% richiede 100.000 € di fatturato in più per ripagarsi.
Il punto di pareggio non dice nulla sulla liquidità: un cliente che paga a 60 o 90 giorni, come accade spesso nei rapporti tra imprese, può mettere in difficoltà un'attività in utile sulla carta. E non sostituisce un budget preparato con il tuo commercialista.
Domande frequenti
Come si calcola il punto di pareggio?
Fatturato di pareggio = costi fissi ÷ margine di contribuzione percentuale, dove il margine di contribuzione percentuale è (fatturato − costi variabili) ÷ fatturato. Con 80.000 € di fatturato, 10.000 € di costi variabili e 20.000 € di costi fissi, il margine di contribuzione è l'87,5% e il punto di pareggio è 22.857 €.
Come si calcola il break-even in quantità?
Dividi i costi fissi per il margine di contribuzione unitario, cioè il prezzo di vendita meno il costo variabile di un'unità. Un prodotto venduto a 25 € che costa 10 € di costi variabili lascia 15 € a pezzo: con 30.000 € di costi fissi devi venderne 2.000, cioè 50.000 € di fatturato.
Quali costi sono fissi e quali variabili?
I costi variabili seguono le vendite: merci e materie prime, lavorazioni esterne, provvigioni, trasporti, commissioni di pagamento. I costi fissi restano uguali qualunque cosa tu venda: affitto, assicurazioni, abbonamenti software, personale dipendente, commercialista, rate dei finanziamenti. Alcuni costi sono misti: mettili dove pesa la parte maggiore.
Che cos'è il margine di sicurezza?
È la distanza tra il fatturato reale o previsto e il fatturato di pareggio. Espresso in percentuale del fatturato, dice di quanto possono calare le vendite prima che l'impresa vada in perdita. Un margine di sicurezza del 25% significa che un calo di un quarto del fatturato azzera l'utile.