Come funziona il calcolo
- Fatturato necessario = (reddito netto desiderato + spese dell'attività) ÷ (1 − percentuale di tasse e contributi).
- Giorni fatturabili = giorni lavorativi × (1 − quota di tempo non fatturabile).
- Tariffa giornaliera minima = fatturato necessario ÷ giorni fatturabili, più il margine di sicurezza.
Con i valori predefiniti: (40.000 € + 5.000 €) ÷ 0,70 = 64.286 € di fatturato necessario. Se il 25% di 230 giorni va in attività non fatturabili, restano 173 giorni da fatturare: 64.286 € ÷ 173 = 372 € al giorno, cioè 409 € con il 10% di margine di sicurezza. In questo esempio il fatturato resta sotto la soglia di 85.000 € che consente di restare nel regime forfettario.
Quale percentuale di tasse e contributi inserire?
Il 30% predefinito è un ordine di grandezza per una prima stima, non un'aliquota ufficiale. Corrisponde abbastanza bene a un professionista in regime forfettario iscritto alla Gestione Separata INPS, che è anche il caso in cui il calcolo è più semplice: il reddito imponibile si ottiene applicando ai compensi il coefficiente di redditività della tua attività (78% per molte attività professionali), su quel reddito paghi i contributi (26,07% nel 2026 per chi non ha altra previdenza obbligatoria) e sul reddito al netto dei contributi l'imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di una nuova attività se rispetti le condizioni previste.
| Su 100 € fatturati (forfettario, coefficiente 78%) | Imposta al 15% | Imposta al 5% |
|---|---|---|
| Reddito imponibile | 78,00 € | 78,00 € |
| Contributi Gestione Separata (26,07%) | 20,33 € | 20,33 € |
| Imposta sostitutiva su 57,67 € | 8,65 € | 2,88 € |
| Totale, in % del fatturato | circa 29% | circa 23% |
È una semplificazione: nella realtà i contributi si deducono nell'anno in cui li versi e il calendario di saldi e acconti sposta le uscite nel tempo. Nel forfettario, inoltre, le spese reali non si deducono, perché il coefficiente di redditività le copre in modo forfettario: per questo il calcolatore esprime tasse e contributi in percentuale del fatturato, e le spese le devi comunque pagare con quello che incassi.
Altri casi richiedono un'altra percentuale. Artigiani e commercianti versano alla gestione INPS dedicata, con un contributo minimo fisso; i professionisti iscritti a un ordine versano alla propria cassa (Inarcassa, Cassa Forense e così via), con aliquote diverse; in regime ordinario si paga l'IRPEF a scaglioni con le addizionali regionali e comunali, e le spese si deducono. In tutti questi casi, sostituisci il 30% con la percentuale che ti indica il tuo commercialista o che ricavi dalla dichiarazione dell'anno scorso.
Questa tariffa giornaliera è un minimo: copre il tuo reddito, i tuoi costi e i mesi di calma. La tariffa che proponi davvero dipende dal tuo mercato, dalla tua specializzazione e dal valore che porti al cliente.
Domande frequenti
Come si calcola la tariffa giornaliera di un freelance?
Parti dal reddito netto che vuoi ottenere in un anno, aggiungi le spese dell'attività e ricava il fatturato necessario tenendo conto di tasse e contributi. Poi dividi quel fatturato per i giorni che puoi davvero fatturare. Dividere per tutti i giorni lavorativi dell'anno porta quasi sempre a una tariffa troppo bassa, perché ricerca clienti, amministrazione e pause tra un progetto e l'altro tolgono tempo fatturabile.
Quanti giorni fatturabili ha un freelance in un anno?
Un anno ha circa 260 giorni dal lunedì al venerdì. Togliendo le festività che cadono in settimana e quattro settimane di ferie, restano circa 230 giorni lavorativi. Una parte va però in preventivi, fatture, formazione e ricerca di clienti: i giorni davvero fatturati sono di solito ben meno di 200. Il calcolatore toglie il tempo non fatturabile con la percentuale che indichi.
Quanto pesano tasse e contributi nel regime forfettario?
Per un professionista senza cassa con coefficiente di redditività del 78%, su 100 € incassati il reddito imponibile è 78 €. I contributi alla Gestione Separata INPS (26,07% nel 2026) valgono circa 20,33 €; l'imposta sostitutiva del 15%, calcolata sul reddito al netto dei contributi, circa 8,65 €. Totale: circa il 29% del fatturato, o il 23% con l'aliquota del 5% riservata alle nuove attività.
Come passo dalla tariffa giornaliera a quella oraria?
Dividi la tariffa giornaliera per le ore che fatturi in una giornata. Una tariffa di 409 € su 8 ore fatturabili corrisponde a circa 51 € l'ora. Se in una giornata fatturi meno ore, la tariffa oraria deve salire per portare lo stesso fatturato.