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Come creare un sito web aziendale: opzioni, costi e tappe

Website builder, WordPress o su misura: come creare un sito web aziendale, da circa 200 € l'anno da solo a migliaia di euro con un professionista.

Di , caporedattore
Aggiornato il · 8 min di lettura

In breve: per creare un sito web aziendale puoi scegliere tra un website builder in abbonamento (la via più semplice), un CMS come WordPress (la più flessibile) o uno sviluppo su misura (la più costosa). Il budget va da circa 200 € l’anno facendo da te con un builder, IVA inclusa, fino a diverse migliaia di euro con un freelance o un’agenzia, il cui prezzo segue le giornate di lavoro.

La tecnologia non è più l’ostacolo vero: qualunque strumento recente produce un sito pulito. Quello che fa fallire il sito di una piccola impresa succede quasi sempre prima (un obiettivo vago) e dopo (pagine mai aggiornate e invisibili su Google). Per questo questa guida segue l’ordine reale di un progetto, dalla prima decisione alla messa online.

A cosa deve servire il tuo sito?

Un sito aziendale ha un compito principale, e tutto il resto discende da lì:

  • Farti trovare e contattare. Il sito vetrina di un idraulico, di uno studio di commercialisti, di un negozio di quartiere. Contano la visibilità nelle ricerche locali e un numero di telefono o un modulo ben in vista.
  • Vendere online. Un e-commerce con pagamenti, magazzino e spedizioni. Gli obblighi tecnici e legali sono molto più pesanti.
  • Generare contatti qualificati. Un’azienda di servizi B2B che attira potenziali clienti con contenuti utili e li converte su landing page dedicate.
  • Raccogliere prenotazioni. Ristorante, B&B, centro estetico, qualsiasi servizio su appuntamento.

Scrivi l’obiettivo in una frase, con un numero se puoi («ricevere dieci richieste di preventivo al mese»). Ti servirà per decidere tutto il resto: lo strumento, il numero di pagine, il budget.

Website builder, WordPress o su misura: quale scegliere?

OpzioneEsempiPer chiPunti di forzaLimiti
Website builderWix, Squarespace, ShopifyLibero professionista, piccolo negozio, servizio localeOnline in pochi giorni, hosting e sicurezza inclusiAbbonamento a vita, migrazione difficile
CMSWordPress, WooCommercePMI in crescita, sito con blog, e-commerce medioLibertà, migliaia di plugin, sito trasferibileAggiornamenti e sicurezza a carico tuo
Su misuraSviluppo dedicatoFunzioni specifiche, traffico elevatoFunzioni e prestazioni costruite sul bisognoCosto, dipendenza dallo sviluppatore

Il website builder è un affitto. Paghi un abbonamento che comprende hosting, aggiornamenti e assistenza, e sei online in pochi giorni. Il rovescio della medaglia: il giorno in cui vuoi cambiare piattaforma, il sito va rifatto.

Il CMS come WordPress è un software libero e gratuito che installi presso l’hosting che preferisci. Il sito è tuo e puoi cambiare fornitore quando vuoi. In cambio qualcuno deve applicare gli aggiornamenti di sicurezza, scegliere tema e plugin affidabili e un hosting adeguato, come spiega la nostra guida all’hosting web.

Lo sviluppo su misura si giustifica solo quando nessuno strumento esistente fa quello che ti serve: un configuratore di prodotto, un’area clienti collegata al gestionale, una piattaforma con molto traffico.

Quanto costa un sito web aziendale?

Le cifre che girano in rete («un sito costa da 500 a 10.000 €») non dicono nulla. È più utile ragionare su due voci: i costi fissi annuali e il tempo di realizzazione.

I costi fissi. Ecco i prezzi italiani dei pacchetti Premium di Wix, IVA inclusa e con abbonamento annuale, rilevati a novembre 2026:

Pacchetto WixPrezzo di listino al meseTotale annuo (nostro calcolo)Dominio gratis il primo anno
Light16,80 €201,60 €Sì
Core30,00 €360,00 €Sì
Business40,80 €489,60 €Sì

Al momento del rilievo Core e Business erano in promozione al 50% per il primo acquisto, quindi la prima fattura può essere più bassa. Un sito vetrina su builder costa dunque tra 200 e 490 € circa l’anno, più il rinnovo del dominio dal secondo anno. Con WordPress l’abbonamento è sostituito dall’hosting, a cui si aggiungono eventuali plugin o un tema a pagamento.

Il tempo di realizzazione, se ti affidi a un professionista. In Italia non esiste una rilevazione ufficiale delle tariffe dei web designer freelance. Il modo onesto di leggere un preventivo è quindi moltiplicare le giornate previste per la tariffa giornaliera. Ecco i carichi di lavoro che consideriamo realistici, con un esempio di calcolo a 300 € al giorno (un’ipotesi per fare i conti, non una media di mercato):

ProgettoGiornate stimateCosto con l’ipotesi di 300 € al giorno
Sito vetrina da 5 a 8 pagine, tema adattato5 a 101.500 a 3.000 €
Sito vetrina con blog e una pagina per servizio10 a 153.000 a 4.500 €
E-commerce con qualche centinaio di prodotti15 a 304.500 a 9.000 €

Anche le giornate sono ipotesi da verificare su ogni preventivo: chiedi sempre quante ne sono previste e per quali attività. Se vuoi capire quale tariffa giornaliera deve chiedere un freelance per vivere del suo lavoro, il nostro calcolo della tariffa giornaliera parte dal reddito che vuole ottenere.

Non dimenticare i contenuti. Testi, fotografie professionali e schede prodotto pesano spesso quanto la parte tecnica, e sono loro a portare visite.

Quali sono le tappe per creare un sito web?

  1. Fissa obiettivo e budget. Una frase, un numero, una cifra massima.
  2. Registra il dominio. Breve, coerente con il nome dell’impresa e intestato all’impresa, non al fornitore.
  3. Elenca le pagine. Home, una pagina per servizio o linea di prodotti, chi siamo, contatti, privacy e cookie policy. Una pagina per ogni intento di ricerca, non una pagina unica che prova a dire tutto.
  4. Scegli lo strumento in base alla tabella sopra, e l’hosting se vai su un CMS.
  5. Scrivi i testi prima di curare la grafica. Il testo guida l’impaginazione, non il contrario.
  6. Costruisci il sito: tema, pagine, moduli di contatto, strumento di statistiche.
  7. Testa su smartphone, su più browser, e invia tu stesso ogni modulo.
  8. Pubblica e avvisa Google. Aggiungi il sito a Google Search Console, poi crea o collega il Profilo dell’attività su Google se lavori su una zona geografica.

Per chi lavora in un territorio, il punto 8 conta quanto il sito stesso. Molti clienti vedranno la tua scheda su Google, con recensioni e orari, prima ancora di aprire le tue pagine.

Quali obblighi di legge valgono per il sito di un’azienda?

La partita IVA in home page. L’articolo 35 del DPR 633/1972 impone a chi ha la partita IVA di indicarla nella home page del sito, e l’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la risoluzione 60/E del 2006 che l’obbligo vale anche per i siti puramente promozionali. Di solito la si mette nel footer, visibile su tutte le pagine.

I dati della società. Le società di capitali devono indicare anche sul sito le informazioni previste dall’articolo 2250 del Codice civile: sede, Registro delle imprese e numero di iscrizione, capitale sociale versato, eventuale stato di liquidazione o socio unico.

Privacy e cookie. Ogni modulo deve rimandare a un’informativa che spieghi quali dati raccogli, perché, per quanto tempo e come esercitare i diritti previsti dal GDPR. Per i cookie, le linee guida del Garante del 10 giugno 2021 chiedono il consenso preventivo per tutto ciò che non è tecnico (profilazione, pubblicità, gran parte dei pixel dei social). Il banner deve avere una X in alto a destra che chiude mantenendo solo i cookie tecnici, lo scroll da solo non vale come consenso e il banner non può essere riproposto prima di 6 mesi a chi ha rifiutato, salvo eccezioni.

Vendita online. Se vendi a consumatori servono condizioni di vendita chiare, prezzi IVA inclusa e le informazioni sul diritto di recesso previste dal Codice del consumo.

Accessibilità. Il D.Lgs. 82/2022, che recepisce l’European Accessibility Act, si applica dal 28 giugno 2025 a una serie di servizi, tra cui il commercio elettronico. Secondo le FAQ di AgID, che vigila sui servizi, le microimprese che forniscono servizi sono escluse: meno di 10 dipendenti e fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a 2 milioni di euro. Anche se rientri nell’esenzione, un sito leggibile da tastiera e con buoni contrasti converte meglio.

Come rendere il sito veloce e visibile su Google?

Un sito che nessuno trova non lavora per te. Tre priorità fin dal primo giorno:

  • La velocità. I Core Web Vitals di Google fissano le soglie «buone» a un Largest Contentful Paint di 2,5 secondi al massimo, un Interaction to Next Paint di 200 millisecondi al massimo e un Cumulative Layout Shift di 0,1 al massimo, misurati sul 75° percentile delle visite. Immagini troppo pesanti e plugin inutili sono i colpevoli abituali, come vedi nella nostra guida ai Core Web Vitals.
  • La struttura. Una pagina per servizio, con un titolo e un testo che usano le parole che i clienti scrivono su Google, invece di una sola pagina che elenca tutto.
  • I contenuti. Pagine utili e aggiornate, che rispondono alle domande che ti fanno al telefono ogni settimana.

Quali errori evitare?

  • Lasciare il dominio intestato al fornitore. Se il rapporto si guasta, perdi il tuo indirizzo. Pretendi che sia intestato all’impresa.
  • Partire dalla grafica. Un sito bellissimo senza testi pronti resta «in costruzione» per mesi.
  • Dimenticare la manutenzione. Un WordPress mai aggiornato diventa un bersaglio. Metti in conto il tempo o un contratto di assistenza.
  • Trascurare lo smartphone. Prova ogni pagina su uno schermo piccolo: è lì che molti clienti locali la vedranno per la prima volta.
  • Non misurare nulla. Senza statistiche e senza tracciare le richieste di contatto, non saprai mai se il sito si ripaga.

La nostra lista degli errori SEO più costosi completa questo elenco sul fronte del posizionamento.

Fai da te o ti affidi a un professionista?

Il fai da te funziona se hai tempo, un’esigenza semplice e voglia di imparare: un builder e una settimana di serate bastano per un sito vetrina dignitoso. Un professionista ha senso quando il sito deve portare lavoro in fretta, quando l’immagine conta (professioni regolamentate, servizi di fascia alta) o quando servono funzioni particolari.

Per confrontare due preventivi, fai a entrambi le stesse domande: quante giornate e di chi, chi scrive i testi, a chi sono intestati dominio, sito e accessi, cosa comprende la manutenzione e a che prezzo, come viene curata la visibilità su Google. Un fornitore serio risponde per iscritto e alla consegna ti passa tutte le credenziali.

Informazioni di carattere generale, non costituiscono consulenza legale o fiscale. Prezzi rilevati a novembre 2026, soggetti a variazioni.

Domande frequenti

Quanto costa creare un sito web aziendale?

In autonomia con un website builder come Wix, a novembre 2026 il piano Light costa 16,80 € al mese IVA inclusa con abbonamento annuale, cioè 201,60 € l'anno con dominio gratis il primo anno. Con un professionista il prezzo dipende dalle giornate di lavoro: un sito vetrina richiede in genere da 5 a 10 giornate. Chiedi sempre quante giornate prevede il preventivo e per quali attività.

Si può creare un sito web aziendale gratis?

Puoi iniziare gratis con quasi tutti i website builder, ma i piani gratuiti mostrano il marchio della piattaforma e non permettono di collegare un dominio tuo. Un sito aziendale ha bisogno almeno di un dominio con il nome dell'impresa, che si paga ogni anno. Un indirizzo gratuito con il nome di un altro marchio fa sembrare l'attività meno solida di quello che è.

Qual è il modo migliore per creare un sito web aziendale?

Un website builder (Wix, Squarespace, Shopify) è la strada più veloce per andare online senza competenze tecniche. WordPress dà più libertà e ti rende proprietario del sito, a patto che qualcuno si occupi di aggiornamenti e sicurezza. Lo sviluppo su misura ha senso solo per funzioni specifiche o traffico elevato. La scelta dipende da budget, tempo disponibile e funzioni necessarie.

Cosa deve esserci per legge sul sito di un'azienda?

Chi ha la partita IVA deve indicarla nella home page del sito, come prevede l'articolo 35 del DPR 633/1972, anche se il sito è solo una vetrina. Le società aggiungono i dati richiesti dall'articolo 2250 del Codice civile, come sede e numero di iscrizione al Registro delle imprese. Servono poi un'informativa privacy e, se usi cookie non tecnici, un banner conforme alle linee guida del Garante.

Fonti

  1. Wix, Pacchetti Wix Premium: prezzi per l'Italia IVA inclusa (consultato a novembre 2026)
  2. Garante privacy, Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento (10 giugno 2021)
  3. AgID, Accessibilità digitale: domande frequenti sul D.Lgs. 82/2022
  4. Google, web.dev: Web Vitals