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Brand book e manuale di identità visiva: guida pratica

Il brand book fissa le regole di logo, colori, caratteri e immagini. Cosa deve contenere, esempi reali, uno schema da copiare e come stimarne il costo.

Di , caporedattore
Aggiornato il · 8 min di lettura

In breve: il brand book, o manuale di identità visiva, è il documento che stabilisce come si usano logo, colori, caratteri e immagini, così ogni materiale resta coerente chiunque lo produca. Per una piccola impresa bastano da 10 a 20 pagine, e costruirlo su un logo esistente richiede indicativamente dalle 24 alle 40 ore di lavoro di un grafico: è quel numero da moltiplicare per la tariffa che ti propongono.

Un’identità visiva raramente crolla tutta in una volta. Si consuma a piccoli passi: un blu leggermente diverso su un volantino, un logo stirato sul pannello della fiera, un terzo carattere aggiunto per una promozione. Due anni dopo il marchio non somiglia più a se stesso da un canale all’altro. Il manuale serve a fermare questa deriva.

Cos’è un brand book?

È il libretto di istruzioni della tua identità visiva. Il logo è un disegno, il manuale risponde alle domande pratiche che lo circondano. Quale versione va su fondo scuro? Qual è la dimensione minima sulla penna promozionale? Quale codice colore dare alla tipografia? Quale carattere va nei titoli e quale nel testo?

Lo sentirai chiamare in molti modi: brand book, brand guidelines, manuale d’uso del marchio, manuale di immagine coordinata. I termini si sovrappongono. Quando li si distingue, il brand book tende a raccontare storia, missione e tono di voce, mentre le linee guida coprono le regole visive. Una piccola impresa può tenere tutto in un unico file.

Il documento è scritto per tutti quelli che producono materiali: dipendenti, tipografia, sviluppatore web, agenzia, il freelance che segue i tuoi social. Nasce da un lavoro più ampio su posizionamento e valori, che trattiamo nella guida a cos’è il branding. Il manuale traduce quel posizionamento in regole visive, non lo sostituisce.

Cosa deve contenere un manuale di identità visiva?

Un buon manuale è breve, ma ogni pagina risolve una domanda. Queste sono le sezioni da non saltare.

Il logo e il suo uso

  • Varianti: logo principale, versione orizzontale o verticale, versioni a un colore (nero, bianco) e una versione ridotta per i formati piccoli come l’icona di un’app o la favicon del sito.
  • Area di rispetto: lo spazio vuoto da lasciare intorno al logo, di solito espresso in proporzione a un elemento del logo stesso.
  • Dimensione minima: in millimetri per la stampa, in pixel per gli schermi.
  • Usi vietati: deformare, ricolorare, aggiungere ombre, appoggiare il logo su una foto piena di dettagli. Una pagina di esempi barrati funziona meglio di un lungo paragrafo.

I colori

Una palette contiene di solito uno o due colori primari, due o tre secondari e qualche neutro. Ogni colore va indicato in tutti i sistemi che serviranno:

UsoSistema coloreEsempio di notazione
Stampa in quadricromiaCMYKC100 M50 Y0 K0
Stampa di un colore esattoPantoneriferimento della mazzetta
Schermi, programmi da ufficioRGB0, 102, 204
Sito web, socialEsadecimale#0066CC

Aggiungi anche le proporzioni. Un colore d’accento che copre mezza pagina non è più un accento.

La tipografia

Bastano due famiglie: una per i titoli, una per il testo. Il manuale indica la gerarchia (corpo e peso di titolo, sottotitolo, testo) e un carattere di ripiego disponibile su qualsiasi computer, per i documenti inviati fuori dall’azienda.

Controlla la licenza. Un font acquistato per la stampa non sempre ne consente l’uso su un sito o in un’app. I caratteri con licenza aperta, come quelli di Google Fonts, evitano il problema.

Elementi grafici e immagini

Icone, forme ricorrenti, stile fotografico (luminoso o cupo, posato o di reportage), come si scattano i ritratti della squadra. Spesso è questa la parte che rende riconoscibile un marchio prima ancora di leggerne il nome.

Esempi applicati

Biglietto da visita, firma email, intestazione di preventivo o fattura, post social, presentazione commerciale. Una pagina per elemento, con le misure. La nostra guida al materiale pubblicitario elenca quello che le piccole imprese usano davvero, così progetti solo ciò che serve.

Come creare un brand book, passo dopo passo?

  1. Fai l’inventario dell’esistente. Raccogli tutto ciò che è stato prodotto negli ultimi due anni e mettilo uno accanto all’altro. Le incoerenze saltano agli occhi e ti danno l’elenco delle regole da scrivere.
  2. Parti dal posizionamento. A chi ti rivolgi e cosa deve ricordare di te? Uno studio legale e un food truck non chiedono le stesse scelte.
  3. Stabilizza il logo. Se è illeggibile in piccolo o non si stampa a un colore, correggilo adesso, prima di fissare tutto il resto.
  4. Scegli e prova la palette. Prova ogni colore a schermo e su carta, e verifica il contrasto del testo (vedi sotto).
  5. Fissa caratteri e gerarchia. Applicali a un preventivo vero o a un articolo vero del blog, non a un testo segnaposto.
  6. Scrivi il documento e condividilo. Un PDF inviato a ogni fornitore, con i file sorgente (logo vettoriale, font, modelli) in un’unica cartella condivisa.
  7. Rivedilo una volta l’anno. Un manuale che non cambia mai finisce per essere ignorato.

Contrasto: la regola che molti manuali dimenticano

Un colore può essere bello e illeggibile. Le linee guida di accessibilità del W3C (WCAG, criterio di successo 1.4.3) chiedono un rapporto di contrasto di almeno 4,5 a 1 tra il testo normale e il suo sfondo, e di 3 a 1 per il testo grande. I loghi sono esclusi.

In pratica il grigio chiaro su bianco e il bianco su giallo o su verde pallido falliscono quasi sempre. Indica nel manuale, per ogni colore, se può ospitare del testo e di quale colore. Questo piccolo dettaglio evita pagine web illeggibili su un telefono al sole, e banner LinkedIn con uno slogan che nessuno riesce a leggere.

Esempi di manuali di identità visiva

Il Design system .italia. Il sistema di progettazione pubblicato da Designers Italia, progetto del Dipartimento per la trasformazione digitale e dell’AgID, è un buon modello di rigore. Il colore principale, il «Blu Italia» #0066cc, è dichiarato insieme a colori d’accento, di sistema e neutri, e ogni colore ha dieci gradazioni con i valori esadecimali e il rapporto di contrasto sul bianco. Le regole sono esplicite: almeno 4,5 a 1 per il testo, 3 a 1 per il testo grande e per gli elementi di interfaccia, e mai il solo colore per distinguere un’informazione. Anche la tipografia è fissata: Titillium Web come carattere principale, Lora per i testi lunghi, Roboto Mono per numeri e codici. Non ti serve quel livello di ingegneria, ma l’idea di rendere impossibile sbagliare il contrasto vale la pena di copiarla.

Il manuale grafico della NASA del 1975. Scritto per il logotipo detto «worm», circola ancora negli studi di grafica perché mostra quanto possono poche pagine rigorose: un solo logotipo, regole chiare su colore e spaziature, applicazioni dalla carta intestata alla fiancata di un razzo.

Una piccola impresa di servizi. Per uno studio di consulenza con cinque persone, un manuale realistico sta in 12 pagine: il logo e tre varianti, due colori primari e tre neutri, due caratteri, più i modelli per preventivo, presentazione e post LinkedIn. Non serve altro.

Un negozio di quartiere. Per un panificio l’attenzione si sposta su insegna, etichette, sacchetti e vetrina. Il manuale fissa dimensioni minime leggibili dall’altro lato della strada e versioni del logo adatte al vinile, al timbro o all’incisione.

Quanto costa un manuale di identità visiva?

Non esiste un listino pubblico, né un’indagine ufficiale italiana sui prezzi, e i preventivi variano molto. Il metodo più affidabile è stimare le ore di lavoro e moltiplicarle per la tariffa proposta.

LavoroPerimetro tipicoOre da mettere in conto
Manuale costruito su un logo esistente10-20 pagine, modelli per 3-5 elementida 24 a 40 ore
Nuovo logo e manuale completoPiù proposte creative, revisioni, set completo di fileda 48 a 80 ore
Rebranding con strategia, manuale e applicazioneLavoro di posizionamento, molte applicazioniDi solito un progetto da agenzia

Le ore in tabella sono stime di lavoro, non prezzi. Un freelance paga contributi, software, attrezzatura e tempo non fatturato, e un’agenzia aggiunge la gestione del progetto: per questo le tariffe variano tanto. Inserisci la tariffa che ti propongono nel nostro calcolo della tariffa giornaliera per confrontare le offerte su una base comune, e ricorda che i preventivi tra professionisti sono di norma IVA esclusa (il calcolo IVA ti dà il totale lordo).

Se nome e logo sono nuovi, aggiungi la protezione del marchio. Secondo la Camera di commercio di Torino, il deposito di un marchio nazionale individuale costa 101 euro di tasse di concessione governativa per la prima classe di prodotti o servizi e 34 euro per ogni classe in più, a cui si aggiungono i diritti di segreteria della Camera di commercio (40 euro per il deposito cartaceo) e l’imposta di bollo.

Quali strumenti e quale schema usare?

Strumenti. Le app di grafica online offrono «brand kit» che memorizzano logo, colori e caratteri e li applicano ai modelli, il che aiuta chi non è grafico a non sbagliare. I software di progettazione di interfacce servono a costruire i componenti del sito. Un programma di disegno vettoriale resta indispensabile per produrre il logo e i file di stampa.

Schema. Questa struttura basta per cominciare:

  1. Il marchio in una pagina (missione, tono di voce, pubblici)
  2. Logo: versioni, area di rispetto, dimensioni minime, usi vietati
  3. Colori: codici CMYK, Pantone, RGB ed esadecimali, proporzioni, abbinamenti consentiti con il testo
  4. Tipografia: famiglie, gerarchia, carattere di ripiego
  5. Icone e stile fotografico
  6. Applicazioni: cancelleria, documenti commerciali, social, sito
  7. Contatti e posizione dei file sorgente

Meglio un grafico o il fai da te?

Il fai da te funziona quando il logo è solido e l’obiettivo è soprattutto mettere ordine. Un professionista ha senso quando il problema è il logo, quando il marchio cambia pubblico o quando più fornitori ci lavorano contemporaneamente.

Per confrontare due proposte chiedi il numero di ore previste, quante proposte creative e quanti giri di revisione sono inclusi, l’elenco preciso dei file consegnati (logo vettoriale, font, modelli) e una cessione scritta dei diritti di utilizzazione economica sul logo. In Italia, secondo la legge sul diritto d’autore, quei diritti nascono in capo all’autore: senza un accordo firmato che te li trasferisca, usare e registrare il marchio liberamente può diventare complicato. Mettilo per iscritto prima di stampare qualsiasi cosa.

Domande frequenti

Cos'è un manuale di identità visiva?

È il documento che fissa le regole visive di un marchio: versioni del logo e area di rispetto, colori con i relativi codici, caratteri tipografici, stile di immagini e icone, ed esempi di applicazioni reali. Permette a chiunque produca materiali, dentro l'azienda o da un fornitore, di ottenere un risultato coerente senza tornare ogni volta da chi ha disegnato il logo.

Cosa deve contenere un brand book?

Come minimo: il logo e le sue varianti (a colori, a un colore, formato ridotto), l'area di rispetto e la dimensione minima, gli usi vietati, la palette con codici Pantone o CMYK, RGB ed esadecimali, al massimo due famiglie di caratteri con una gerarchia chiara, e qualche esempio applicato come biglietto da visita, post social e intestazione di un documento.

Quanto costa un manuale di identità visiva?

Non esiste un listino pubblico né un'indagine ufficiale italiana sui prezzi. Si stima da tempo e tariffa: un manuale costruito su un logo esistente richiede indicativamente dalle 24 alle 40 ore di lavoro, un nuovo logo con manuale dalle 48 alle 80 ore. Moltiplica quelle ore per la tariffa oraria del professionista e confronta più preventivi, IVA esclusa.

Che differenza c'è tra brand book e brand guidelines?

Spesso i termini si usano come sinonimi. Quando si distinguono, il brand book racconta storia, missione, valori e tono di voce, mentre le brand guidelines (o manuale d'uso del marchio) fissano le regole visive: logo, colori, caratteri e impaginazioni. Molte piccole imprese uniscono tutto in un solo documento di 10-20 pagine.

Si può creare un brand book gratis?

Sì, per una piccola impresa, se sei rigoroso: un documento breve fatto con uno strumento gratuito, caratteri con licenza aperta e una palette verificata per il contrasto. Il limite è il logo. Se è debole o illeggibile in piccolo, nessun manuale lo salverà, ed è lì che conviene pagare un grafico.

Fonti

  1. W3C, Understanding Success Criterion 1.4.3: Contrast (Minimum)
  2. Designers Italia, Design system .italia: Colori (consultato a novembre 2026)
  3. Designers Italia, Design system .italia: Tipografia (consultato a novembre 2026)
  4. Camera di commercio di Torino, Marchi: deposito, costi, durata e rinnovo (consultato a novembre 2026)